CELLULE TERRORISTE PER L’ATTACCO DIRETTO-FAZIONE ANTICIVILIZZAZIONE: “FUOCO AL SISTEMA INDUSTRIALE TECNOLOGICO E ALLA CIVILIZZAZIONE”

DESTRUKTIV ZU SEIN

TRADOTTO IN COMPLICITÀ TERRORISTICA DALL’AFFINE NICHILISTA MISANTROPO “PYRODEX”

“Il sistema si dedica a prendersi gioco di tutti gli aspiranti rivoluzionari e ribelli. E’ un trucco cosi astuto che, se è stato pianificato consapevolmente, dovrebbe essere ammirato almeno per la sua matematica eleganza”.

Prima di tutto vogliamo iniziare a chiarire qualcosa che crediamo sia di massima importanza.
Per cominciare non siamo un gruppo formale e organizzato, né vogliamo definirci anarchici, vegani, ambientalisti, nichilisti, primitivisti, o qualche altro ismo, poiché così facendo si cadrebbe nel riduzionismo, nell’”attacco” o nella fantasiosa credenza che “attacchiamo il nemico”, ma noi vogliamo attenzionare solo una ridotta parte del problema, e quindi non vogliamo solo soddisfare le nostre necessità psicosociali- emozionali (come fanno ampiamente quelli di sinistra), cadendo infatti nel gioco irrazionale del sistema e nel credere che noi siamo contro di esso, quando la realtà è piuttosto diversa e tutto ciò che potremmo fare è fortificare i valori del sistema industriale tecnologico (ITS).


Forse qualcuno potrebbe dire “ma l’azione diretta è riduzionista se si attacca solo una piccola parte del problema e quindi non si attacca tutto.”
La nostra risposta a ciò è, ovviamente, che le azioni sono riduzioniste, per e-sempio : alcuni individui attaccano un centro di ricerca biotecnologico; nel realizzare questa azione si concentrano solo su un piccolo centro e quindi non fermano o cambiano qualcosa, forse solo momentaneamente il centro sarà attaccato ma nient’altro, gli altri laboratori continueranno a lavorare come sempre, forse con più cautela e più alte misure di sicurezza.
Neanche un grande numero di individui sparsi in tutto il mondo concordi nell’attacco contro tutti i laboratori biotecnologici arriverebbe ad un reale cambia-mento visto che il sistema industriale- tecnologico e tutti quelli che lo sostengono cercherebbero un modo per tenerlo vivo senza la necessità di usare la biotecnologia come ricorso all’artificializzazione (ricordiamo che ora ci sono infiniti modi tecnologici per artificializzare la natura).
Infatti, crediamo che le azioni siano ovviamente riduzioniste in un certo modo siccome esse si focalizzano solo su un piccolo fattore del sistema; ciò che non crediamo sarebbero riduzioniste sono le cause o gli argomenti usati per difendere l’azione, dunque, ripresentiamo lo stesso esempio fatto prima, alcuni sarebbero capaci di sostenere che l’azione realizzata contro la biotecnologia è dannosa per la “salute” umana (qualunque cosa essa sia) e perché essa minaccia la vita degli animali ed è al servizio dei “potenti” con milioni di pesos, dollari o euro – questo argomento cadrebbe nel riduzionismo e irrazionalismo di due questioni molto ben radicate nella società visto che essi si concentrano solo su degli aspetti molto ridotti, come lo è la “salute”, un’idea molto deteriorata nelle società industriali visto che specifica solo una “salute” individuale e fisica, dimenticando quella psicologica e neurale, e la “salute” dell’ambiente dove ci sviluppiamo e nessuno può vivere completamente in salute in un ambiente malato (ambiente artificiale).
Giacché essa minaccia la vita animale – qui, si cadrebbe nell’irrazionalismo perché inconsciamente si metterebbero le emozioni prima della ragione, poiché si esalte-rebbe questa paura della morte molto ben radicata nelle società civilizzate, quando l’unica cosa per cui serve la morte è l’imminente processo di autoregolazione; e come per quest’ultimo, del favorire economicamente alcuni – questo è il più serio problema del riduzionismo che quelli di sinistra hanno nel fare del capitalismo il principale e unico problema rispetto a tutti i mali e nel credere che la collettivizzazione dei mezzi di produzione condurrebbe ad una vita più confortevole, dimenticando il vero problema che è il sistema industriale- tecnologico.

Attaccare ciò (il sistema industriale- tecnologico) o il fare discorsi contro di esso è effettivamente ciò che non crediamo sia riduzionista visto che oggi il sistema industriale- tecnologico e la civilizzazione siano ovunque, e quindi consideriamo queste come agenti primari dell’artificializzazione dei sistemi non artificiali dell’autoregolazione e del dominio di individualità potenzialmente libere.

Perché ci concentriamo su queste due e lasciamo da parte il capitalismo, questioni di uguaglianza di genere, diritti delle minoranze e aspetti simili?
Non sarebbe anche questo cadere nel riduzionismo?
Rispondiamo alla prima domanda.
Il sistema industriale- tecnologico e la civilizzazione hanno creato (involontariamente e inconsciamente) un effetto fasullo per tutti gli attivisti e i radicali che vogliono andare contro i valori del sistema, mediando gli individui e facendogli credere che essi si oppongano a qualcosa, quando l’unica cosa che fanno è riaffermare i valori della civilizzazione e soddisfare i propri bisogni psicologici – per esempio i vegani che sono a favore della liberazione animale, molti di loro sono per-sone dentro il “movimento” solo per soddisfare i loro bisogni psico- affettivi (sentimento di inferiorità) rispondendo solo a questioni emozionali cosicché è comune che quando chiedi ad una persona connessa alla liberazione animale perché realizza delle azioni a favore della sua causa, ti dice:

“Perché gli animali sono nostri amici”, “anche gli animali hanno sentimenti”, “nulla giustifica la morte di un animale” e motivi di questo tipo, ma usa solamente giustifi-cazioni irrazionali (sentimentalismo in questo caso) come l’idea che gli animali sono nostri amici (non importa ciò che fanno), quando nemmeno gli individui all’interno della stessa specie si associano in questo modo con altri fuori dal loro gruppo, causando in molti casi delle aggressioni fisiche e anche morti per difendere i propri interessi (cibo, rifugio, territorio, ecc), quindi credere che gli animali siano nostri amici è irrazionale esaltando i sentimenti di affetto (amicizia) conosciuti come empatia; direbbero che se uno di noi fosse nella natura e affrontasse un animale carnivoro e aggressivo, questo ci lascerebbe in pace perché “è nostro amico” – illogico, no?

Ciò accade come in altri movimenti alternativi, meglio chiamati di sinistra (femminismo, classismo, ambientalismo, anarchismo, comunismo, primitivismo, ecc) che cercano solo di eliminare un piccolo aspetto del problema, cosicché se le femministe (o qualsiasi altro gruppo di si-nistra) raggiungono l’obiettivo il sistema rimarrà comunque in piedi visto che sa co-me assimilare la piccola “frattura”.

Terrà le donne dentro i suoi valori, cosicché ciò accada come per gli uomini, e l’artificializzazione andrà più veloce (qualcosa che il sistema ha già raggiunto); se i mezzi di produzioni sono collettivizzati e il capitalismo non esiste, ciò non importa molto per la civilizzazione poiché il progresso tecnologico continuerebbe nella sua corsa senza il bisogno di utilizzare un simbolo come il denaro come tramite, e il processo di artificializzazione della natura selvaggia continuerebbe la sua corsa.
Questi sono solo piccoli esempi per illustrare un po’ meglio la tendenza contro la civilizzazione e lo sviluppo del sistema industriale- tecnologico, ed è su queste due che ci focalizziamo e sulla loro situazione di continua ricerca; e no, non crediamo che solamente l’attacco a questi due aspetti sia riduzionista visto che la civilizzazione è ciò che ha dato su larga scala (animale e naturale) il dominio, così ha artificializzato tutto nel suo percorso, e il suo fine è stato e sarà lo sviluppo di tecnologie e industrializzazione, negando l’autoconservazione di potenziali individualità libere e impedendo lo sviluppo delle loro potenzialità.
Ecco perché crediamo che l’attacco al sistema tecno-industriale e alla civilizzazione stessa non sia riduzionista poiché esso è onnipotente e oggi, si trova in molti settori (cibo, rifugio, relazioni sociali, ecc) e che l’attacco alla civilizzazione sia l’attacco alla totalità.
Per questi e altri motivi ci opponiamo alla civilizzazione, ma non abbiamo semplicemente delle idee anticivilizzatrici ben radicate in noi; per noi le teorie sono rimaste al passato, ma noi continuiamo a essere in linea con alcune posizioni pratiche espresse da alcune teorie; siamo individualisti e misantropi, disprezziamo i movimenti di massa e gli umani che impediscono il nostro libero sviluppo e limitano le nostre potenzialità come quelli che artificializzano la natura selvaggia; noi autonomi individui che aspiriamo alla natura ci siamo resi conto che il problema reale che ci affligge oggi è la civilizzazione e il progresso del sistema tecnologico-industriale.

Tramite questo comunicato noi Cellule terroriste per l’attacco diretto-fazione anticivilizzazione (CTPAD) rivendichiamo vari attacchi esplosivi contro orga-nizzazioni governative e organizzazioni di ricerca responsabili del mantenimento o del supporto al sistema tecnologico-industriale, decidendo di attaccare diretta-mente questi responsabili, utilizzando ogni mezzo a nostra disposizione.

Le CTPAD sono operative a Città del Messico a partire dallo scorso anno con alcune piccole azioni e altre un po’ più “grandi”.
Abbiamo deciso di rimanere anonimi per diversi motivi che esporremo un po’ in seguito, ma tramite questo comunicato vogliamo solo rivendicare due attentati, in modo che precisamente il governo di Città del Messico e il sistema tecnologico-industriale sappiano che l’impeto delle individualità radicali che si oppongono al sistema tecnologico e alla civilizzazione non è un mero caso e che le “Individualità tendenti al selvaggio” non sono le uniche che commettono attacchi diretti contro i responsabili dell’artificializzazione (parlando di individualità che si oppongono alla civilizzazione e al sistema tecnologico-industriale all’interno del territorio messicano).
Rivendichiamo la collocazione di un ordigno esplosivo nella facciata del INE (Istituto Nazionale Ecologico) situato in periferia al confine tra i distretti di Tlalpan e Coyoacan, azione che abbiamo realizzato all’inizio dell’aprile di quest’anno.
Perché abbiamo realizzato quest’azione?
Ci sono molti motivi ma noi offriremo i nostri.
L’INE è un dipartimento del governo di Città del Messico operante (insieme con al-tri dipartimenti, centri di ricerca e università, SEMARNART, INIFAN, SAGARPA, Monterrey Tec, ecc) nell’artificializzazione del sistema naturale tramite l’utilizzo di biotecnologie come pretesto per un “nuovo e felice” (ma noi diremmo edonista) mondo.
Questo dipartimento ha i permessi necessari per la sperimentazione e/o lo sviluppo di prodotti geneticamente modificati – un esempio è il mais OGM prodotto in Messico.
Un altro motivo per attaccare questa istituzione è perché INE promuove l’uso di energie rinnovabili, chiamate “verdi” da quelli di sinistra che vedono favorevolmen-te tutti questi modi di continuare a mantenere lo sviluppo della civilizzazione e il progresso tecno-industriale e sono felici di accettare (consciamente o inconsciamente, razionalmente o irrazionalmente) questi metodi “alternativi” di cosiddette energie “verdi” eoliche e solari, rimanendo nel mero riduzionismo di pensare che ciò sarà “amico dell’ambiente” senza pensare cosa comporta tutto ciò, in merito offriamo solo un esempio.
Molti “rivoluzionari” credono che se al posto della benzina (che non è altro che un derivato del petrolio) per rifornire un’automobile, fossero usate energie elettriche o solari sarebbe molto migliore poiché si ridurrebbero i gas che causano l’effetto serra e ciò ridurrebbe il riscaldamento globale, ma quanti di questi rivoluzionari hanno smesso di pensare da dove vengono gli elementi delle automobili? (o qualsiasi altro componente implementato dal sistema tecno-industriale) Ovvio!
Dal dominio di ciò che chiamano risorse naturali (che non sono altro che sistemi di autoregolazione non artificiale), lo sfruttamento di miniere, l’eliminazione di immense foreste per poter costruire strade e/o zone urbane cosicché le auto “amiche dell’ambiente” possano viaggiare, e a causa dell’incremento della produzione di combustibili fossili per potere alimentare quelle automobili, la produzione di strumenti e componenti per le automobili, il mantenimento delle strade, la costruzione di spazi “ricreativi” e “abitabili” per quelli che risiedono e viaggiano attraverso i posti e un lungo eccetera, e dove ci conduce tutto ciò?
Questo è il mantenimento del progresso e della civilizzazione.
E’ per questo motivo (e ovviamente per tanti altri) che non stiamo nelle lotte riduzioniste e di sinistra di protezione della minoranza degli “sfruttati” (se qualcuno sa cosa differenzia l’uno dall’altro per favore lo dica, dato che in larga misura un lavoratore, una donna, una persona con diverse preferenze sessuali o di diversa razza partecipa attivamente al progresso della civilizzazione e del dominio, “sfruttando”, “discriminando”, e “svalutando” tutti quelli che credono siano inferiori in un modo assoluto, e per la maggior parte tutti questi individui “non protetti” fanno ciò in un modo che li soddisfi), facendosi martiri richiedendo e proclamando che anche loro hanno diritti.
A oggi c’è una grande campagna pubblicitaria lanciata in “favore dell’ambiente” e questa istituzione promuove ciò come se fosse qualche nuovo tipo di droga per tene-re a bada chiunque abbia deficit mentali; per questo motivo abbiamo deciso di attaccarla, non solo perché inganna con queste pubblicità e micro riforme, ma perché il suo unico e specifico obiettivo, è di continuare lo sviluppo del sistema tecno-industriale e quindi mantenere tutto ciò che riguarda la civilizzazione (valori, istituzioni governative o non governative, dogmi, canoni, regole, ecc, ecc, dominio).
Cosa c’è di male nelle energie rinnovabili se esse tutelano e proteggono l’ambiente?
La risposta è un po’ più complessa di ciò che appare a prima vista, e ciò non perché “danno profitto al capitalismo assassino” (abbiamo detto prima che abbiamo la-sciato da parte tutte le questioni inerenti al capitalismo), ma anche perché, come abbiamo detto prima, esse servono solo all’autoriparazione del sistema tecnologico, o se non fosse cosi, perché era da qualche decennio che il cambiamento climatico non interessava al sistema e adesso sì?
Perché per alcuni decenni il cambiamento climatico non è stato una grande minaccia come ora e se ciò sarà portato a compimento, la civilizzazione potrebbe soffrire molto a causa del peggioramento climatico (prolungate siccità, deterioramento dei poli, piogge acide, fusioni nucleari, ecc) e forse l’imminente e inevitabile collasso della civilizzazione e non solo di essa ma anche di tutte le individualità che abitano il pianeta, quindi per questo motivo il sistema sta cercando di riparare ciò che esso stesso ha provocato e di evitare l’unica possibile causa del proprio collasso (visto che non crediamo che una rivoluzione porrebbe fine al sistema).

Rivendichiamo anche la collocazione di un falso ordigno alla Ifab (questa è un’istituzione che opera nellaricerca di prodotti farmaceutici e biofarmaceutici) situata in periferia.

Abbiamo realizzato quest’azione a dicembre, nello stesso giorno dell’inizio del COP 17 (summit climatico globale) a Cancún.
In quest’azione lasciammo un testo che spiegava le motivazioni (venne firmato dalle Cellule terroriste per l’attacco diretto-fazione anticivilizzazione) e poi procedemmo alla segnalazione del posizionamento della bomba alla polizia.
Come abbiamo attaccato questa istituzione, possiamo anche attaccare qualunque altra organizzazione che promuove queste forme “alternative” di proseguimento nel mantenere il sistema attuale, così come i gruppi riformisti, di sinistra, GreenPeace, SEMARNART, Animal Naturalis, ecc, o quelli che artificializzano la natura con i mezzi della tecnologia.

Perché aspettare fino ad ora per fare un comunicato e rendere nota la nostra esistenza?

Come abbiamo detto all’inizio, non ci definiamo anarchici o qualche altro ismo (sebbene abbiamo idee contrarie alla civilizzazione e al sistema industriale tecnologico, abbiamo solo deciso ciò per delimitare ed estendere meglio le nostre posizioni), e per questo motivo non cerchiamo uno spazio di affinità dove possia-mo rendere note le nostre azioni, abbiamo deciso di agire senza il bisogno di comunicare ciò che abbiamo fatto, inoltre se avessimo pubblicato queste azioni o comunicati su una pagina internet con la quale non c’è affinità, avremmo iniziato a relazionarci con le questioni con chi non abbiamo (e intendiamo non avere) nulla a che fare.
Inoltre non vogliamo che le idee anticivilizzazione e quelle contro il sistema tecno-industriale diventino una “moda” o inizino a deteriorarsi come altre teorie hanno fatto, come sta succedendo con ciò che è fatto passare adesso come anarchismo (per esempio), che annovera come anarchiche delle persone connesse alle idee anarchiche più radicate nei movimenti di sinistra come comunismo, femminismo, ambientalismo, veganesimo, primitivismo, pacifismo, ecc, ognuno dei quali col prefisso “anarco-”, fino alle tendenze più rivoluzionarie (qualunque cosa significhi, visto che non crediamo nelle rivoluzioni) come l’insurrezionalismo, individualismo, alcune posizioni nichiliste, ecc.
E anche quelli che lottano per la dissoluzione delle classi usando la “consapevolezza degli sfruttati” come loro metodo possono essere definiti anarchici, o anarchici che lottano contro il sistema di dominazione con i mezzi dell’insurrezionalismo e tutto ciò che comporta (sabotaggi, espropri, attacchi, ecc), e sotto le circostanze che noi non vogliamo si presentino con le idee anticivilizzazione.
Cos’è che ci ha fatto cambiare idea?

Ultimamente, abbiamo visto alcuni gruppi o individualità che hanno mostrato un atteggiamento di sincera affinità – e più che affinità, anche razionale e non riduzionista riguardo allo sviluppo delle idee anticivilizzazione – come può essere nel caso delle “Individualità tendenti al selvaggio” (per dare un esempio specifico nel territorio messicano, come anche in altre parti del mondo ci sono individualità che fanno una critica del sistema tecnologico, sebbene abbiamo notato come ancora alcuni abbiano coinvolto idee sociali e/o rivoluzionarie) che, in un breve lasso di tempo, si sono fatte notare con attacchi e critiche del sistema tecnologico, e ciò all’inizio ci ha fatto cambiare idea riguardo al rilascio dei comunicati – la conoscenza che ci siano altre individualità sinceramente critiche che non sono ingenue da farsi abbindolare dalle farse del sistema e quindi riescono a realizzare azioni contro il sistema tecnologico accompagnate da una critica vera del progresso di civilizzazione.
Vogliamo terminare affermando che non siamo anarchici, né rivoluzionari o poten-ziali rivoluzionari come l’ha messa Kaczinski (non crediamo nelle rivoluzioni, ma parlare di ciò allungherebbe ancora di più il nostro testo, inoltre crediamo che il tema delle “rivoluzioni” sia già presente in uno dei comunicati delle “Individualità tendenti al selvaggio” e noi siamo davvero vicini a queste posizioni, avendo solo delle piccole domande da porre in altri momenti), ma ciò non significa che rimarremo a braccia conserte o solo a fare gli intellettuali, visto che nel fare ciò cadremmo di nuovo nel gioco del sistema.
Crediamo nell’azione diretta violenza come mezzo di attacco contro una piccola parte del problema (ne abbiamo parlato sopra), e quindi crediamo che la distruzione materiale sia necessaria visto che i centri di ricerca delle nuove tecnologie, i laboratori e le università sono posti, dove sono fatti i test e raccolte le informazioni, e senza questi spazi fisici i tecnologi e gli scienziati non avrebbero, dove sviluppare nuove invenzioni, ed è necessario attaccare direttamente i responsabili dell’artificializzazione della natura poiché essi sono gli unici che hanno nelle loro teste le informazioni e le potenzialità affinché quest’artificializzazione venga realizzata.

Infine non siamo spaventati dalle conseguenze che possono avere le nostre azioni, dalla distruzione di alcuni beni materiali alla morte di alcune persone; ancora più di questo, ci farebbe piacere sapere che come risultato delle nostre azioni muoiano alcuni tecnofili o individui responsabili dell’artificializzazione.
Fuoco al sistema industriale-tecnologico e alla civilizzazione.

Cellule terroriste per l’attacco diretto-fazione anticivilizzazione

 

 

 

 

 

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